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L’ansia è un disturbo di cui soffre un gran numero di persone; in Europa si stima che ne soffrano oltre 160 milioni di persone e in Italia la stima è di oltre 10 milioni. Questo è conseguenza di ritmi di vita sempre più frenetici e da situazioni che ingenerano insicurezze e stress. Strettamente correlato a stati di ansia e di stress è la difficoltà a prender sonno e/o a dormire bene e per un periodo sufficiente; si stima che circa 9 milioni di italiani soffrano di disturbi legati al sonno in maniera cronica o comunque ricorrente e che ben il 45% del totale della popolazione adulta ne abbia comunque sofferto in maniera almeno episodica.

 

 

L’ansia provoca sintomi fisici quali tachicardia, sudorazione, senso di oppressione, cefalea, vertigini. Provoca inoltre conseguenze in termini di benessere psichico: irrequietezza, irritabilità, stanchezza, scarsa lucidità. La mancanza di un buon sonno ristoratore ha molte conseguenze: impatta sul sistema immunitario, aumenta il rischio di malattie cardio circolatorie, provoca una degenerazione dei tessuti cerebrali, è associabile a maggiore propensione alla obesità e al diabete, riduce la fertilità, etc. Ha inoltre chiari effetti in termini di stanchezza fisica e mentale, propensione all'irritabilità, imprevedibilità (nei soggetti che dormono poco è stata provata che esiste una immediata e accesa reazione dell’amigdala, che normalmente si attiva per situazione emozionalmente più rilevanti), deficit di memoria. Il sonno è il primo alimento per il nostro cervello.

 

La sensazione d’ansia può essere più o meno severa e più o meno ricorrente; In casi di ansia non particolarmente severa il ricorso alle benzodiazepine non è giustificabile (in quanto creano dipendenza ed assuefazione). Allo stesso modo, la terapia cognitivo-comportamentale tramite il supporto di un psicologo non è appropriata per stati di ansia non ricorrenti ma legati ad eventi specifici o a situazioni contingenti. D’altro canto, seppure in forma non molto severa e di natura transitoria, uno stato d’ansia mina in maniera rilevante le capacità fisiche, di ragionamento e di relazione sociale con ripercussioni che possono avere conseguenze durature. Ignorare il problema e consigliare genericamente di rilassarsi non è una soluzione.

 

Stessa cosa può dirsi dei disturbi del sonno: benzodiazepine o antidepressivi non sono sempre la risposta efficace. I farmaci ipnoinducenti, inoltre, hanno il limite di non essere efficaci sul problema più ricorrente, quello dei risvegli prematuri e/o ripetuti nella notte. Questi disturbi, in particolare, se non trattati adeguatamente in fase iniziale tendono a cronicizzare (70% dei casi cronici di sonno insufficienti sono ascrivibili alla tipologia dei «risvegli anticipati»). Esiste una vasta casistica di disturbi del sonno dovuti a specifici momenti e/o condizioni (si pensi alla sindrome SAD di cui soffre in determinati periodi dell’anno il 10% della popolazione dei paesi alle latitudini più vicine al circolo polare artico) su cui è bene intervenire per ridurne le conseguenze negative ed impedire fenomeni di cronicizzazione.

Per tutte le situazioni che comportano stati di ansia occasionale e difficoltà di riposo notturno, SEREMATIN fornisce una risposta rapida e puntuale.

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